Bourgogne “Montrecul” 2024 Domaine de la Cras
Il Bourgogne “Montrecul” 2024 del Domaine de la Cras nasce da una piccola parcella storica situata alle porte di Digione, in un settore dei Coteaux de Dijon da sempre vocato alla produzione di Pinot Noir di straordinaria eleganza. È una delle cuvée più rappresentative del lavoro di Marc Soyard, vignaiolo che ha saputo riportare l’attenzione su questo storico terroir borgognone grazie a una filosofia produttiva fondata sul rispetto della natura e sulla ricerca della massima espressione del vigneto.
La parcella di Montrecul poggia su suoli argilloso-calcarei ricchi di pietra, capaci di conferire al vino una spiccata impronta minerale e una tensione gustativa che rappresentano la firma stilistica del Domaine de la Cras. La gestione della vigna segue pratiche biologiche e biodinamiche, mentre in cantina ogni scelta è orientata alla massima trasparenza: fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, interventi ridotti al minimo e affinamenti che rispettano integralmente l’identità del Pinot Noir.
Nel calice si presenta con un rosso rubino brillante e luminoso, di grande trasparenza. Il bouquet è elegante e finemente cesellato, con profumi di ciliegia fresca, lampone, ribes rosso e violetta, arricchiti da leggere sfumature speziate, note ferrose, richiami di sottobosco e delicati accenni floreali che acquistano profondità con l’ossigenazione.
Al palato il vino conquista per la sua straordinaria armonia. Il sorso è succoso, setoso e dinamico, sostenuto da una trama tannica finissima che accompagna senza mai sovrastare il frutto. La freschezza vibrante e la marcata componente minerale conferiscono slancio e verticalità, mentre il finale lungo e persistente lascia eleganti richiami di piccoli frutti rossi, spezie fini e una raffinata nota di liquirizia, firma della cuvée.
Più che un semplice Bourgogne Rouge, Montrecul rappresenta una visione contemporanea del Pinot Noir di Borgogna: un vino che privilegia purezza, precisione ed energia, capace di raccontare con autenticità il carattere del suo terroir senza artifici enologici. Una bottiglia che esprime perfettamente il talento di Marc Soyard e il potenziale ancora poco conosciuto dei Coteaux de Dijon.



