Elenco dei prodotti per la marca DOMAINE DE LA CRAS-MARC SOYARD

Il Domaine de la Cras rappresenta una delle realtà più originali della Borgogna contemporanea. Situata sulle colline alle porte di Digione, la tenuta è gestita dal 2014 da Marc Soyard, vignaiolo originario del Giura formatosi presso il prestigioso Domaine Bizot di Vosne-Romanée.

La proprietà appartiene alla città di Digione, che nel 2013 ha avviato un progetto di salvaguardia del territorio agricolo per preservarlo dall'espansione urbana. A Soyard è stata affidata la gestione di circa 8 ettari di vigneti coltivati a Pinot Noir e Chardonnay, secondo principi biologici e biodinamici.

Fermentazioni spontanee, interventi minimi e una straordinaria sensibilità per il terroir danno vita a vini di Borgogna artigianali, autentici e profondamente espressivi, capaci di restituire prestigio all'antica tradizione viticola dei Coteaux de Dijon.

Domaine de la Cras: la storia di un territorio ritrovato

Nel cuore della Borgogna, sulle colline che circondano la città di Digione, si trova il Domaine de la Cras, una tenuta che racconta una delle storie più affascinanti della viticoltura borgognona contemporanea.

La sua rinascita prende forma nel 2013, quando la città di Digione acquista una vasta proprietà agricola di circa 160 ettari, con l'obiettivo di contrastare l'espansione urbana e preservare il patrimonio naturale e agricolo del territorio.

All'interno di questa proprietà si trovano circa 8 ettari di vigneti, coltivati a Pinot Noir e Chardonnay, che vengono affidati a un giovane vignaiolo dal percorso decisamente fuori dagli schemi: Marc Soyard.

È l'inizio di un progetto che unisce salvaguardia del territorio, recupero storico e una visione profondamente personale del vino.

Il Domaine de la Cras diventa così il simbolo della riscoperta dei Coteaux de Dijon, un'antica zona viticola che, prima della fillossera e dell'urbanizzazione, rappresentava una parte importante del patrimonio enologico della Borgogna.

Marc Soyard: dalla scuola di Domaine Bizot alla libertà espressiva

Originario del Giura, Marc Soyard non proviene da una delle grandi famiglie storiche della Borgogna e non eredita vigneti prestigiosi.

La sua formazione nasce invece dall'esperienza diretta, dallo studio della viticoltura a Beaune e soprattutto dall'incontro con Jean-Yves Bizot, uno dei produttori più ricercati e influenti di Vosne-Romanée.

Tra il 2007 e il 2013, Soyard lavora al Domaine Bizot, approfondendo un approccio alla viticoltura fondato sull'osservazione, sulla precisione e sul rispetto della materia prima.

È un'esperienza determinante, che contribuisce a definire la sua filosofia produttiva: lasciare che siano il vigneto, l'annata e il terroir a determinare il carattere del vino, riducendo al minimo gli interventi che potrebbero alterarne l'identità.

Quando arriva l'opportunità di gestire il Domaine de la Cras, Soyard trova finalmente lo spazio per sviluppare una propria visione.

La particolarità del progetto è che Marc non è proprietario della tenuta, ma ne conduce autonomamente l'attività vitivinicola nell'ambito di un accordo con la città di Digione.

Una situazione insolita per la Borgogna, dove la proprietà familiare dei vigneti rappresenta spesso un elemento centrale dell'identità dei domaine.

I vigneti dei Coteaux de Dijon: Chardonnay e Pinot Noir su suoli calcarei

Il Domaine de la Cras comprende circa 5 ettari di Pinot Noir e 3 ettari di Chardonnay, distribuiti su pendii caratterizzati da terreni calcarei e pietrosi.

Questi suoli, ricchi di componenti minerali e testimonianze dell'antica origine marina del territorio, rappresentano un elemento fondamentale nell'identità dei vini.

Le differenti esposizioni e pendenze delle parcelle contribuiscono a creare espressioni sfaccettate dei due vitigni simbolo della Borgogna.

La conduzione agricola segue principi biologici e pratiche biodinamiche, con particolare attenzione alla vitalità del terreno, alla biodiversità e all'equilibrio naturale delle piante.

Il lavoro manuale occupa un ruolo centrale e ogni intervento viene valutato in funzione delle caratteristiche della singola annata.

Tra le espressioni più rappresentative del domaine troviamo i vini Coteaux de Dijon e le cuvée Cras, provenienti dalle parcelle più vocate della proprietà.

Sono interpretazioni che dimostrano come anche territori esterni alle denominazioni più celebri della Côte d'Or possano dare origine a vini di grande complessità e personalità.

Una filosofia di vinificazione artigianale e poco interventista

In cantina Marc Soyard porta avanti una filosofia coerente con il lavoro svolto in vigneto: intervenire il meno possibile per preservare l'autenticità del vino.

Le fermentazioni avvengono spontaneamente grazie ai lieviti indigeni, mentre le lavorazioni vengono adattate alle caratteristiche delle uve e alle condizioni della vendemmia.

Per il Pinot Noir, Soyard predilige estrazioni delicate e ricorre, secondo le cuvée, a percentuali significative di grappolo intero, ricercando soprattutto finezza, energia e profondità aromatica.

Lo Chardonnay viene interpretato privilegiando la freschezza naturale del frutto, la precisione e la tensione minerale.

La solforosa è utilizzata con moderazione e diversi vini vengono imbottigliati senza chiarifica e senza filtrazione.

Anche l'affinamento diventa uno strumento espressivo: accanto alle tradizionali botti borgognone, Soyard sperimenta contenitori di differenti dimensioni, età e materiali, cercando sempre di evitare che il legno prevalga sul carattere del vino.

L'obiettivo non è raggiungere uno stile uniforme, ma accompagnare ogni vino nella sua evoluzione naturale, rispettandone le peculiarità.

Marc Soyard e la nuova Borgogna artigianale

Uno degli aspetti che rendono Marc Soyard particolarmente interessante è la sua capacità di coniugare una profonda conoscenza della tradizione borgognona con una notevole libertà creativa.

Accanto alle interpretazioni più classiche di Pinot Noir e Chardonnay, il vignaiolo ha sperimentato nel corso degli anni differenti tecniche di vinificazione, macerazioni, affinamenti e produzioni realizzate in quantità estremamente limitate.

Parallelamente al Domaine de la Cras, porta avanti anche progetti personali legati ad altre parcelle della Côte-d'Or, continuando a esplorare il potenziale dei terroir meno conosciuti.

I suoi vini si distinguono per energia, freschezza, complessità e una forte identità territoriale.

I Pinot Noir esprimono generalmente una trama fine, succosa e dinamica, mentre gli Chardonnay si caratterizzano per profondità, precisione e una spiccata tensione minerale.

Oggi il Domaine de la Cras rappresenta molto più di una realtà emergente: è il simbolo di una Borgogna che riscopre il proprio passato per costruire una nuova identità.

Una storia nella quale il valore di un vino non dipende esclusivamente dal prestigio della denominazione, ma soprattutto dalla sensibilità di chi coltiva la vigna e dalla capacità di interpretare il territorio.

Marc Soyard dimostra che, anche lontano dai climat più celebrati della Borgogna, possono nascere vini capaci di sorprendere per autenticità, carattere ed eleganza.

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