TONY BORNARD
Nel cuore del Jura, nel piccolo villaggio di Pupillin, Tony Bornard rappresenta una delle voci più interessanti della nuova viticoltura francese. Figlio del celebre Philippe Bornard, tra i pionieri del movimento dei vini naturali nella regione, Tony ha raccolto nel 2017 l’eredità familiare, unendo il domaine storico all’azienda che aveva fondato autonomamente nel 2013 e dando vita a una realtà che oggi rappresenta una delle interpretazioni più autentiche del territorio jurassiano.
Prima di dedicarsi definitivamente alla propria terra, Tony maturò un’importante esperienza presso una grande azienda vitivinicola australiana. Un percorso che, come lui stesso ama raccontare, gli insegnò soprattutto cosa non avrebbe mai voluto fare ai propri vini: interventi invasivi, standardizzazione e tecniche pensate per uniformare anziché valorizzare l’identità del vigneto.
Oggi il domaine si estende per oltre 11 ettari, coltivati secondo i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica, con un approccio sempre più orientato alla riduzione degli interventi sia in vigna sia in cantina. Tony continua infatti a sperimentare pratiche agronomiche ancora più rispettose dell’equilibrio naturale delle piante, perseguendo un’agricoltura capace di accompagnare la vite senza mai dominarla.
I vigneti si sviluppano su suoli di marne blu, grigie e rosse, calcari e scisti, ad altitudini che favoriscono maturazioni lente e complete. Qui trovano il loro habitat ideale le varietà simbolo del Jura: Savagnin, Poulsard (Ploussard), Trousseau, affiancate da Chardonnay e Pinot Noir, vitigni borgognoni che in questa regione assumono un’identità del tutto originale grazie alla forte impronta minerale dei suoli.
La filosofia produttiva è improntata al minimo intervento. Le fermentazioni avvengono esclusivamente con lieviti indigeni e senza aggiunta di additivi enologici, compresa la solforosa. Gli affinamenti vengono adattati a ciascuna cuvée, alternando botti di rovere, grandi foudres, vasche di vetroresina e, in alcuni casi, anfore. Anche la scelta tra affinamenti ouillé (colmati) o sous voile nasce esclusivamente dalla volontà di valorizzare il carattere dell’annata e del vigneto, senza seguire uno stile prestabilito.
Le bottiglie di Tony Bornard sono immediatamente riconoscibili anche per l’iconica volpe stilizzata presente in etichetta, simbolo di libertà, curiosità e indipendenza. I suoi vini uniscono energia, precisione e trasparenza espressiva, mantenendo sempre una straordinaria capacità di raccontare il terroir del Jura. Produzioni estremamente limitate e una richiesta internazionale in costante crescita rendono ogni bottiglia particolarmente ricercata dagli appassionati di vini artigianali.


