ILARIA SALVETTI
L’arte di interpretare l’Erbaluce: la filosofia di Ilaria Salvetti
La cantina Ilaria Salvetti si trova a Caluso, nel cuore del Canavese, un’area storicamente vocata alla coltivazione dell’Erbaluce, uno dei vitigni bianchi più antichi e affascinanti del Piemonte. La storia della famiglia Salvetti è un racconto di passione e continuità: tutto ebbe inizio con il nonno Talin, che produceva vino per la famiglia, tramandando ai figli l’amore per la terra. Nel 2005, Carlo Salvetti decise di trasformare questa passione in un progetto concreto, acquistando nuovi vigneti e avviando la produzione di vini di qualità. Con l’arrivo di Ilaria, la terza generazione, la cantina ha compiuto un ulteriore passo evolutivo, puntando su pratiche sostenibili, fermentazioni spontanee e rispetto assoluto della biodiversità.
Le vigne, che si estendono su circa 4 ettari di terreni morenici, si trovano a un’altitudine di circa 350 metri sul livello del mare. Qui l’Erbaluce, allevato con la tradizionale pergola canavesana, trova le condizioni ideali per esprimersi: suoli minerali, escursioni termiche e un microclima ventilato che preserva la freschezza e la complessità aromatica dei grappoli. L’approccio biologico è certificato dal 2016, ma ancor prima era una scelta di vita, una filosofia che permea ogni gesto in vigna e in cantina.
Le uve vengono raccolte manualmente e selezionate con cura. Le fermentazioni avvengono in modo naturale con lieviti indigeni, mentre l’affinamento si svolge in acciaio o in piccole botti di rovere, a seconda dello stile del vino. Particolarmente affascinante è la lavorazione del Caluso Passito, fiore all’occhiello dell’azienda: i grappoli migliori vengono adagiati su stuoie di bambù e lasciati appassire per circa tre mesi, prima di una lenta fermentazione e di un lungo affinamento di 60 mesi in legno. Il risultato è un vino di straordinaria complessità, che unisce dolcezza e freschezza con rara eleganza.
Accanto al passito, la cantina produce anche Erbaluce di Caluso fermo e spumante, che esprimono rispettivamente la finezza e la vivacità del vitigno. Ogni etichetta porta con sé il carattere schietto del territorio, la cura artigianale e la mano femminile di Ilaria, capace di trasformare l’Erbaluce in una vera opera d’arte liquida.


