“Changes!” 2020 Sopravvento
Il “Changes!” 2020 di Sopravvento rappresenta il vino fondativo della cantina, il punto di origine del progetto enologico e la sintesi della sua filosofia produttiva. Nato dalla prima vinificazione nel 2019, questo bianco è concepito come un’espressione libera e identitaria del territorio, costruita su uve autoctone a bacca bianca non dichiarata, selezionate e raccolte esclusivamente a mano al raggiungimento della piena maturità fisiologica.
La vendemmia non segue un calendario fisso, ma varia ogni anno in funzione dell’andamento stagionale e dell’evoluzione delle uve, con l’obiettivo di ottenere un equilibrio ottimale tra acidità, struttura e maturazione aromatica.
La vinificazione si basa su un approccio artigianale e minimale: le uve vengono sottoposte a fermentazione spontanea, senza inoculo di lieviti selezionati, per preservare l’identità microbiologica del vigneto. Segue una lunga macerazione sulle bucce di circa 40 giorni, effettuata in acciaio, con una parte di grappolo intero, elemento che contribuisce ad aumentare complessità e profondità tannica, insolita per un vino bianco.
Dopo questa fase, il vino viene trasferito in botti di acacia esauste, dove prosegue un affinamento di circa 10 mesi. Il legno neutro consente un’evoluzione lenta e rispettosa, senza coprire il profilo varietale ma accompagnandone la maturazione.
Successivamente, il vino viene imbottigliato e trasferito in un elemento distintivo del progetto: il Balmetto storico del 1800, tipico ambiente naturale scavato nella roccia, caratterizzato da temperatura e umidità costanti durante tutto l’anno grazie a fenomeni geonaturali unici. Questa fase di affinamento in bottiglia può variare nel tempo in base all’annata e rappresenta un ulteriore passaggio evolutivo fondamentale per la definizione del vino.
Nel calice, “Changes!” si presenta come un bianco di forte personalità, con un profilo che unisce materia, tensione e profondità aromatica. La struttura è importante, sostenuta da una componente tannica derivata dalla macerazione, mentre il sorso è dinamico e progressivo.
Il bouquet si esprime su note di frutta matura, erbe officinali, leggere ossidazioni controllate e sfumature minerali, mentre il palato è ricco, sapido e persistente, con un finale lungo e stratificato.
È un vino pensato per la tavola, capace di esprimere il meglio con formaggi delicati alle erbe, piatti a base di zucca e crostacei, ma anche con preparazioni più strutturate della cucina contemporanea.
Un bianco radicale e identitario, che interpreta il concetto di evoluzione non come perdita di freschezza, ma come trasformazione e profondità nel tempo.


