Elenco dei prodotti per la marca TAPPERO MERLO

La cantina Tappero Merlo nasce nel cuore del Canavese, all’interno dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea, territorio unico modellato dal ghiacciaio Balteo e caratterizzato da suoli sabbiosi, acidi e poverissimi di sostanza organica. È qui che prende forma un progetto vitivinicolo profondamente identitario, fondato sul rispetto assoluto della natura, sul recupero della memoria contadina e sulla valorizzazione dell’Erbaluce, vitigno autoctono simbolo della zona.

Dopo oltre vent’anni di esperienza imprenditoriale nel contesto innovativo del Canavese – la terra che diede i natali al primo personal computer Olivetti P101 – nel 2001 la famiglia Tappero Merlo sceglie di tornare alle proprie radici, recuperando i vigneti storici e reinterpretando la viticoltura tradizionale in chiave moderna e sostenibile. L’obiettivo è produrre vini bianchi piemontesi di grande longevità, capaci di raccontare il carattere alpino del territorio, l’energia dei suoli morenici e l’eredità del nonno Domenico “KIN” Tappero Merlo, figura centrale nella storia aziendale.

Tappero Merlo è oggi sinonimo di Erbaluce di Caluso DOCG, Metodo Classico e Passito, espressioni autentiche di un terroir unico in Piemonte.

Il progetto Tappero Merlo nasce da un ritorno consapevole alla terra e da una visione chiara: preservare e valorizzare il patrimonio vitivinicolo del Canavese attraverso una viticoltura integralmente naturale e profondamente rispettosa degli equilibri ambientali.

I vigneti si estendono per circa tre ettari nei comuni di Parella, Colleretto Giacosa, Loranzè e Piverone, sui versanti interni dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea. Qui i terreni, formatisi circa 10.000 anni fa dal ritiro del ghiacciaio Balteo, sono costituiti prevalentemente da sabbie moreniche, massi erratici e frammenti rocciosi, con acidità marcata e bassissima ritenzione idrica. Condizioni estreme che obbligano le radici a spingersi in profondità, favorendo concentrazione minerale e tensione acida nei vini.

La gestione agronomica applica tecniche tradizionali reinterpretate in chiave contemporanea: sovescio mirato con leguminose e graminacee per migliorare la fertilità, compost autoprodotto, utilizzo di micorrize e biostimolanti radicali, trattamenti a basso impatto ambientale con estratti vegetali, ridotto impiego di rame e zolfo, confusione sessuale contro i parassiti e totale assenza di diserbo chimico. La biodiversità è considerata elemento fondamentale per l’equilibrio del vigneto.

Le vigne sono allevate a Guyot con rese contenute (circa 1,5 kg per ceppo) per ottenere grappoli omogenei e di alta qualità. Le barbatelle derivano da selezioni massali aziendali, innestate su portinnesti specifici. In cantina si privilegiano fermentazioni spontanee su lieviti indigeni, affinamenti in botti grandi di rovere e lunghi periodi di maturazione in bottiglia, spesso oltre i 40 mesi dalla vendemmia, per modellare il profilo olfattivo e garantire capacità evolutiva.

Il vitigno principale è l’Erbaluce, uva antichissima sviluppatasi nell’area pedemontana tra Canavese, Valle d’Aosta e arco alpino occidentale. Vitigno versatile, caratterizzato da acidità naturale e straordinaria longevità, capace di esprimersi in versioni ferme, Metodo Classico e Passito. Accanto ad essa viene coltivata anche la Malvasia Moscata, antica varietà aromatica riscoperta, che dona profumi di erbe aromatiche e frutta fresca e trova equilibrio in assemblaggio con l’Erbaluce.

I vini Tappero Merlo sono espressioni autentiche dell’anfiteatro morenico, caratterizzati da freschezza agrumata, complessa salinità e profonda impronta minerale: vini bianchi piemontesi di territorio, identità e grande capacità di invecchiamento.

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