Elenco dei prodotti per la marca LILIAN ET SOPHIE BAUCHET

Lilian e Sophie Bauchet producono vini naturali a Lancié, nel cuore del Beaujolais, seguendo un approccio biodinamico e totalmente manuale, senza uso di solfiti né additivi enologici. Guidati da una passione autentica per la viticoltura naturale, sperimentano con varietà ibride resistenti e tecniche innovative in vigna, dando vita a vini vivi, puliti e profondamente legati al territorio.

Lilian e Sophie Bauchet: Vini naturali dal cuore del Beaujolais, tra passione, sperimentazione e rispetto per la natura

La storia di Lilian e Sophie Bauchet è una di quelle che ispirano: un vero e proprio cambio di vita, spinto da una passione autentica e radicale. Provenienti da carriere lontane dal mondo del vino — Lilian era un informatico, Sophie lavorava in altri settori — un giorno decidono di abbandonare tutto per inseguire un sogno: produrre vino naturale in Beaujolais, una delle regioni più affascinanti e ricche di storia della viticoltura francese.

Nel 2007 acquistano una casa e sei ettari di vigneti nel comune di Lancié, tra due cru iconici come Fleurie e Morgon, ma fuori dalle denominazioni ufficiali. Questo margine geografico si trasformerà presto in una risorsa preziosa per la loro libertà creativa. Iniziano a formarsi accanto a due nomi fondamentali del vino naturale: Philippe Jambon e Julie Baligny, che trasmettono loro non solo le tecniche della vinificazione naturale, ma soprattutto un’etica agricola fatta di ascolto, osservazione e rispetto profondo per la natura.

La filosofia di Lilian e Sophie si basa su biodinamica, lavoro manuale e assenza totale di additivi o solfiti. In vigna ogni fase è curata con metodi artigianali, senza macchine invasive, privilegiando l’equilibrio del suolo e della pianta. Utilizzano cavalli per lavorare i terreni, raccolgono le uve a mano e in cantina adottano un approccio non interventista: fermentazioni spontanee, nessuna chiarifica, nessuna filtrazione.

Una delle pratiche più originali che adottano è quella di non cimare le viti, lasciando che la parete fogliare cresca in altezza: ciò permette una migliore gestione della luce e dell’ombra, favorendo una maturazione più uniforme delle uve e un profilo aromatico più equilibrato. I loro vigneti diventano così un piccolo laboratorio a cielo aperto, dove ogni scelta agronomica ha un impatto diretto sulla qualità e sull’identità del vino.

A partire dal 2014, Lilian intraprende anche un percorso parallelo di sperimentazione con varietà ibride, spesso piantate in parcelle marginali o dimenticate, come l’ex campo da tennis di casa. Queste uve resistono meglio alle malattie e permettono di eliminare completamente i trattamenti chimici, anche in annate difficili come il 2021, dove molti vignaioli convenzionali sono stati costretti a triplicare gli interventi.

Oggi Lilian è considerato una voce autorevole nel panorama delle varietà resistenti, e la sua ricerca è diventata un punto di riferimento per altri produttori naturali, come Romain des Grottes e Robin Goutallier. La sua visione non è solo agricola, ma anche culturale: dimostrare che anche da uve considerate “minori” possono nascere vini emozionanti, veri, longevi.

Le etichette di Lilian e Sophie — come Amor Fati, No Sulfites No Cry e Petit Coin de Paradis — sono vini puri, identitari, dal sorso dinamico e sincero. Ogni bottiglia racconta la storia di un territorio, ma anche quella di due persone che hanno deciso di vivere secondo i propri valori, restituendo al vino la sua funzione originaria: un atto agricolo, sociale e culturale, capace di emozionare.

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