Valle del Rodano vini e la leggenda dell'Hermitage

Il fiume Rodano dalle Alpi svizzere lascia in Francia una traccia lunga più di 500 chilometri, disegnando, da Nord a Sud, una delle valli più speciali del panorama vitivinicolo transalpino. Questa area della Valle del Rodano viene suddivisa in due zone distanti tra loro sia fisicamente, con i 50 chilometri che separano Valance da Montélimar, sia climaticamente con un clima continentale a Nord e mediterraneo a Sud, sia per i vini che vengono realizzati: tendenzialmente monovarietali nella zona del Rodano settentrionale, assemblaggi di più vitigni in quella meridionale.

 

La zona settentrionale della Valle del Rodano vede il Syrah come grande protagonista con le appellazioni più importanti delle Cornas, della Côte-Rôtie, del Crozes-Hermitage ed Hermitage, oltre a Saint-Joseph. I vitigni Marsanne e la Roussanne sono utilizzati per i vini bianchi sempre in Crozes-Hermitage e Hermitage e anche nell’AOC Saint-Péray. Sempre a Nord, la denominazione Condrieu ospita una tra le espressioni più eleganti del Viognier, che è anche il vitigno della piccola enclave di poco meno di 3 ettari e mezzo di Château-Grillet, rara appellation monopole detenuta interamente da un solo produttore.

 

All’interno di questa area settentrionale della Côte du Rhône, circondata dalla denominazione Crozes-Hermitage, si erge la collina dell’Hermitage, la patria romitoriale del Syrah dove questo vitigno restituisce il suo spirito migliore.

 

Si tratta di una collina di 137 ettari vitata quasi al 90% dove il terreno argillo-calareo costellato di grosse pietre sostiene la sommità della collina fatta di granito, dove la famosa Chapelle guarda verso la cittadina di Tain-L’Hermitage.

 

La cappella, ora dedicata a Saint Cristophe, di proprietà del domaine negociant e produttore Paul Jaboulet Âiné, è stata eretta, secondo la leggenda, nel 1235 da Henri-Gaspard de Stérimberg, cavaliere di ritorno dalla crociata contro gli Albigesi. Ferito e nauseato dalla guerra, chiese e ottenne dalla Regina Bianca di Castiglia di potersi ritirare su questo sperone di roccia e lasciare la spada per dedicarsi alla preghiera e al lavoro della terra. Da qui il nome della collina, conosciuta già alla fine del 1300 come “Ermitage” o “Hermitage”.

 

Questo territorio, così particolare, può essere idealmente suddiviso in tre parti differenti, partendo da quella più a ovest dove sono presenti Lieux-Dits famosi come Les Bessards, l’Hermite e dove la Chapelle si erge sul granito e le pendenze sono importanti. La zona centrale che ha le prime aree chiamate Le Méal e Chante Alouette, dove il terreno calcareo siliceo ha un’esposizione a pieno sud e, più in basso, Les Greffieux, dove la terra è di origine alluvionale, riportata nel tempo dal lento scorrere del Rodano. La zona a est, dove il terreno argilloso di Lieux-Dits come des Murets, des Dionniers viene utilizzato per la coltivazione dei vitigni a bacca bianca.

 

Le vigne terrazzate vengono rinfrescate d’estate dal vento da Nord, il Mistral, che toglie l’umidità dall’aria portata dal vent du midi che dal Sud porta afa e temporali. L’altitudine dei terrazzamenti va dai 130 m/slm fino ad arrivare ai 260, più in alto l’appellazione diventa Crozes-Hermitage. In questa zona lavorare la vigna è difficile per via delle pendenze ripide sul terreno granitico e il lavoro dell’uomo lento e meticoloso, aiutato dai cavalli che sono tornati a essere una risorsa indispensabile.

 

È stato il Domaine Paul Jaboulet Âiné a reintrodurre l’utilizzo del cavallo in vigna e sempre a loro si deve tra le espressioni più belle dei vini di questa zona con il suo Hermitage Rouge La Chapelle. Eredi di una dinastia di negociant dal 1834, nel 2006 nella gestione del domaine è subentrata Caroline Frey, figlia di Jean-Jacques che nel suo gruppo ha Château in Bordeaux e Borgogna, oltre che ad affari importanti in Champagne.

 

Altro produttore che sicuramente ha contribuito alla diffusione dell’Hermitage è Michel Chapoutier che qualcuno definisce come il Napoleone del vino, in quanto da Tain-l’Hermitage è riuscito a conquistare non solo il Rodano, ma anche il Roussillon, il Portogallo fino ad arrivare nella nuova patria del Syrah: l’Australia.

 

Forse il più iconico è Jean-Luis Chave, erede di una dinastia che dal 1487 possiede vigne in quella che oggi è la zona di Saint-Joseph. Dopo 18 generazioni, Jean-Luis, assieme al figlio Gerard, coltiva gli 11 ettari su questa collina così speciale, con vigne da molti Lieux-Dits con climats molto diversi fra loro. La loro filosofia di produzione sostiene che l’Hermitage non possa che essere un vino d’assemblaggio, andando a vinificare separatamente le particelle per poi assemblarle in bottiglia. In particolare, mettono assieme le uve dai Lieux-Dits dei Bressards, dell'Hermite, di Méal, delle Beaumes e del Péléat. Viene prodotto anche un altro rosso nelle annate eccezionali: l'Ermitage Chatelin. Anche questo vino è frutto di un assemblaggio, con una predominanza delle uve dai territori granitici dei Bessards. I vini di Jean-Luis hanno una straordinaria complessità, dove la sapidità riesce a esprimere nel bicchiere la bellezza mozzafiato di quel territorio e la grande freschezza rendono la beva irresistibile, il tutto completato da una lunghezza invidiabile.

 

Il cognome Chave è molto diffuso in questa zona e lo si ritrova nelle etichette di Yann Chave che dal 1996, a soli 26 anni, prende le redini dell’azienda di famiglia inaugurata circa 20 anni prima dai suoi genitori dopo essersi staccati dalla Cantina Cooperativa di Tain. Con solo 1,2 ettari in Hermitage, i suoi vini sono il frutto di uno strenuo lavoro in vigna, dove l’utilizzo dei soli concimi organici e di nessun erbicida o funghicida sono una delle conseguenze del rispetto verso la vite e l’uva, dove l’agricoltura biologica viene sostenuta dal 2000 e certificata poi qualche anno dopo.

I suoi vini vogliono rappresentare al meglio il territorio di provenienza e il suo Hermitage rouge ha un’eleganza che racconta questo leggendario terroir declinando in modo egregio la spezia del Syrah e restituendo tutta l’espressività di questo terreno ricco di materia.

 

Altri produttori come Dard et Ribo, Colombier e Delas hanno contribuito anche loro a rendere questa collina così leggendaria tanto da essere uno dei luoghi del vino più riconosciuti e anelati dai wine lovers di tutto il Mondo, consapevoli che se il Syrah ha un luogo di elezione, questo è nelle vigne in questa altura dove la famosa Chapelle sovrasta l’ansa del Rodano, che lento si dirige verso il suo delta attraversando tante altre realtà vitivinicole di eccellenza delle quali racconteremo prossimamente.

La Valle del Rodano: i nostri vini

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